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Mondiali di Nuoto: la storia degli abusi edilizi

Mondiali nuoto: sequestro per il Salaria Sport Village

Il giudice Donatella Pavone dispone il sequestro di gran parte del cantiere del Salaria Sport Village per i Mondiali di nuoto. Indagati il Commissario delegato ai Mondiali di nuoto  Claudio Rinaldi e il legale rappresentante del Salaria Sport Village Marco Rossetti.  

Lunedì 25 maggio i nodi vengono al pettine e il gip Donatella Pavone, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, dispone il sequestro di gran parte delle strutture che il Salaria Sport Village stava costruendo sulla riva del Tevere, area classificata dal Piano regolatore come “agro-romano” e quindi non edificabile. La questione apre uno squarcio su una faccenda che la Giunta Alemanno ha più volte o sottovalutato o non ha voluto affrontare per tempo. Evidenti gli interessi, in alcuni casi trasversali rispetto agli schieramenti politici, che la faccenda si porta dietro. Lo schema è quello classico dei grandi eventi. Roma deve ospitare i Mondiali di nuoto 2009 e quindi si aprono le danze per l’allargamento di strutture private. Se in condizioni normali tali costruzioni non possono essere fatte, per vincoli urbanisti ed ambientali, con il Grande Evento tutto si può. O quasi. Questa volta il buon senso pare abbia avuto la meglio, ma si attende la chiusura delle indagini per sapere se le strutture del Salaria, ad esempio, debbano essere demolite o meno. Intanto, il caso Salaria Sport Village sta creando una sorta di effetto domino per quanto concerne le altre strutture sportive interessate dai mondiali. Ad esempio, la società Asd Larus Nuoto, vicina all’onorevole Fabio Rampelli (Pdl), fa sapere di non essere in grado di finire i lavori per i mondiali e di voler riconsegnare al Comune l’area all’interno del Comprensorio Tiburtino. Le costruzioni del centro sportivo di Settebagni vengono sequestrate perché ritenute dalla Procura abusive ed edificate contrariamente a quanto il piano regolatore della Capitale dispone. Un fatto evidente a tutti, anche alla nostra redazione, che difatti sin dal mese di gennaio conduceva un’inchiesta in tal senso, trovando la gran parte dei politici del Centrodestra silenti, sia a livello municipale che a livello comunale. Anzi, alcuni, come il presidente della Commissione mobilità di Roma, Antonello Aurigemma (Pdl), andavano dicendo come l’allargamento del Salaria fosse “un fiore all’occhiello per il nostro territorio”. Altri invece più cauti, come il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli (Pdl), preferivano non proferir parola. Mentre il Pd del IV, allertato dal consigliere municipale Riccardo Corbucci, nel mese di febbraio, apparecchiava una conferenza stampa per denunciare la vicenda. A poco a poco la questione Salaria, ma non solo, si faceva conoscere dai cittadini, essendo giunte sulla notizia anche le cronache romane del Corriere della Sera e di Repubblica. E qui siamo arrivati a maggio inoltrato. Poi è stata la volta della magistratura che metteva sotto indagine il commissario delegato Claudio Rinaldi (succeduto il 13 giugno scorso al precedente commissario Angelo Balducci) e il legale rappresentante del Salaria Marco Rossetti, che dopo essersi rifiutato di rilasciarci un’intervista, sempre nel mese di gennaio, adesso dovrà rispondere alle domande del gip. Intanto rimane da chiedersi cosa ci fosse andato a fare al Salaria Sport Village il sindaco Alemanno, durante il suo tour nel IV municipio il 20 febbraio scorso. Ad oggi, i lavori al Salaria sono fermi, ma il Giudice ha deciso che se le due piscine e gli spogliatoi dovessero passare il collaudo, potranno essere usate. I nuotatori cinesi dovranno pur sapere dove potersi allenare. Quando si dice “italian style”.

Enrico Pazzi

Nell’aula Giulio Cesare si è discusso finalmente dei Mondiali di nuoto

Il Sindaco Alemanno, “La priorità è garantire che tutto sia pronto per l’inizio di un evento che metterà Roma al centro del pianeta”. Antonello Aurigemma (Pdl) “I colleghi del Pd devono aver dimenticato la lettera con la quale l’allora assessore Morassut chiedeva al commissario delegato di migliorare le proposte superando eventuali vincoli”.

“La priorità è garantire che tutto sia pronto per l’inizio di un evento che metterà Roma al centro del pianeta – dice il sindaco Gianni Alemanno nell’aula Giulio Cesare, aprendo il consiglio straordinario sui Mondiali di nuoto il 25 maggio scorso – senza entrare nel merito delle indagini della magistratura oggi occorre stabilire le priorità, sarà la Giunta a valutare dove sia possibile raggiungere intese senza il sequestro delle opere”. Sarà dunque il Campidoglio a fermare, con parere favorevole, concesso a posteriori, l’inchiesta della Procura sui lavori autorizzati e sull’operato del commissario Claudio Rinaldi. Quest’ultimo indagato per abuso edilizio, dopo aver approvato, senza la necessaria intesa con la Giunta comunale, l’ampliamento del Salaria Sport Village. Tanti i temi al centro del dibattito. In particolare l’opposizione ha chiesto certezza sui tempi di consegna delle opere e chiarezza sull’iter procedurale relativo alle autorizzazioni concesse agli impianti. Il dibattito, interrotto per l’assenza di molti membri della maggioranza e della Giunta, è poi terminato senza che fossero date risposte agli interrogativi. “L’Aula non è stata messa nelle condizioni di poter dare un giudizio sul percorso fin qui seguito – ha detto il consigliere Paolo Masini – il Pd non darà il via libera alla Giunta per stipulare intese con il commissario per le opere che derogano ai piani urbanistici”. Presente in aula anche Marco Bentivoglio, presidente della commissione Sport in IV Muncipio. “Oggi c’è tanto clamore, ma le autorizzazioni erano state date ai tempi di Veltroni. Comunque richiederemo gli atti per poter discutere e far chiarezza sulla vicenda del Salaria Sport Village”. Parla del centro sportivo di Settebagni anche il consigliere del Pd Fabrizio Panecaldo, “Avevamo segnalato che c’erano cose che non andavano il sequestro delle strutture sta a indicare che in quella zona si è persa l’occasione per fare altre cose oltre ai Mondiali”. “I colleghi del Pd devono aver dimenticato la lettera con la quale l’allora assessore Morassut chiedeva al commissario delegato di migliorare le proposte superando eventuali vincoli – dice il consigliere del Pdl Antonello Aurigemma. “Il sindaco e l’assessore all’Urbanistica avevano titolo per controllare queste opere e non l’hanno fatto – afferma il consigliere del Pd Dario Nanni - Governano Roma da più di un anno quindi avevano tutto il tempo per capire quello che succedeva. E’ mancata la capacità o la volontà. Soldi dati ai privati, opere infrastrutturali che non verranno fatte, interventi edificatori sproporzionati, soldi dati alla Protezione civile non si sa bene a quale titolo”.

Valeria Ferroni

I comitati occupano il Polo Natatorio di Ostia

Entroterra 13 e Laboratorio Urbanistica Labur XIII contro l’ennesima cattedrale nel deserto in nome dei Mondiali di nuoto

Presente in aula Giulio Cesare, in occasione del consiglio comunale dedicato ai Mondiali di nuoto, un gruppo di aderenti ai comitati civici “Entroterra 13” e “Laboratorio Urbanistica Labur XIII”, da tempo impegnati nell’opposizione alla realizzazione del Polo natatorio sul litorale di Ostia. “Questa mattina abbiamo appoggiato l’occupazione dell’impianto in segno di protesta – afferma il vicepresidente del comitato “Entroterra 13” Paula De Jesus, prima di essere costretta ad abbandonare l’aula, dopo gli inviti al silenzio da parte del presidente del consiglio comunale Marco Pomarici. “Ogni impianto costa 15 milioni di euro e ci sono stati ribassi durante le aggiudicazioni delle gare d’appalto. Tutti i costi degli impianti pubblici sono coperti da soldi pubblici -  dice la De Jesus - Gli impianti privati non è vero che sono finanziati dai privati, come ci dicono. Si spartiscono 100 milioni di euro del mutuo agevolato concesso a Fin. Anche questi sono soldi pubblici”. Le spese di costruzione del Polo sono lievitate da 15 a 27 milioni. “Come sono stati spesi questi soldi? – continua la De Jesus -  chiediamo che gli impianti per i mondiali di nuoto vengano resi pubblici, a disposizione della cittadinanza”. Già, perché la delibera 335 del 2007 li definisce “pubblici, ma non a uso pubblico”. “Alemanno vuole scavalcare la magistratura – continua – si è costruito a 300 metri dal mare, in barba a qualsiasi piano regolatore”. Ad essere sotto accusa dunque la devastazione del litorale, lo sperpero di soldi pubblici e la mancata richiesta di oneri concessori. Un affare per il privato, al quale lo Stato avrebbe “regalato”, di fatto, una serie di strutture ricettive fronte mare. Stando all’avanzamento dei lavori che si rileva ad oggi, né la foresteria né le piscine del Polo di Ostia verranno utilizzate dagli atleti, visto che il termine per la consegna, fissato al 31 marzo, è stato disatteso e che a Ostia si svolgeranno solo 5 giorni di gare in mare.

Valeria Ferroni



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