
"Il comitato Idroscalo, il parroco Don Fabio e Labur hanno dato procura ad un legale per procedere al ricorso al Tar del Lazio contro l'ordinanza di sgombero dell'idroscalo". Lo dichiara Paula De Jesus rappresentante del Labur.
Sono oltre un centinaio, gli abitanti dell'Idroscalo di Ostia che stanno manifestando nella piazza centrale dell'area a ridosso della foce del Tevere, contro l'ipotesi di sgombero di 153 persone che vivono in case abusive. Sgombero che secondo indiscrezioni, dovrebbe avvenire all'alba di domani. "Solo l'odore dei soldi vi fa interessare" e "Ancora più emarginati, no grazie! Non potete deportarci, ammazzateci tutti!" sono alcuni degli slogan scritti sugli striscioni. Da ieri sera si sono organizzati per manifestare "pacificamente - spiega Sebastiano Ferrandu, presidente del comitato Idroscalo - dopo aver appreso dai giornali la notizia dello sgombero di 53 famiglie di cui 17 minori, dall'area dell'Idroscalo definita a più alto rischio esondazione. Nessuno ci ha avvisato nonostante noi siamo stati sempre favorevoli alla demolizione delle cinque case dove le mareggiate creano veri problemi di sicurezza. Per le altre basterebbe creare una scogliera. Cosa che evidentemente faranno solo dopo averci cacciato dal luogo dove viviamo da cinquant'anni. Se la delegazione di residenti che oggi incontrerà il Sindaco, non otterrà risultati convincenti passeremo alle maniere forti. Del resto - continua - non ci sentiamo rappresentati da chi, come uno dei prescelti per l'incontro con Alemanno, e' proprietario di un ristorante e un bed and breakfast e ha interessi precisi affinché le case vengano abbattute. La stessa persona incredibilmente è riuscita anche ad aprire dieci giorni fa un centro di riabilitazione in una struttura fatta di cartone senza allaccio alle fognature. Per questo ho ottenuto un altro incontro in Campidoglio per mercoledì prossimo alle 11. Non possono buttarci fuori dalle nostre case. Siamo due mila persone pronte a fermare le ruspe e disposte a fare la guerra. Al massimo siamo disponibili a fare passare attraverso il cordone umano che faremo da stasera, una ruspa che abbatta le cinque case abbandonate. Siamo disposti anche a far fare dei seri controlli su chi vive e lavora all'Idroscalo e chi invece ha utilizzato l'emergenza abitativa per prendere una casa comunale e affittare anche a 600 euro al mese la casa all'Idroscalo. Su 450 famiglie proprietarie, un centinaio sono persone che abitano a Roma e affittano la casa dell'Idroscalo, ma tutti gli altri hanno sempre pagato nettezza urbana, luce, gas e telefono. Inoltre - conclude -lo scorso novembre, dopo 25 anni sono arrivate una ventina di risposte alle 300 famiglie che avevano presentato richiesta di condono. In una situazione consolidata da decenni come la nostra, come e' possibile arrivare a fare un'ordinanza di sgombero senza nessuna comunicazione?".Si è svolto oggi pomeriggio in Campidoglio l'incontro tra una delegazione dell'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Alemanno e dall'assessore all'Urbanistica Marco Corsini, e un gruppo di rappresentanti degli abitanti dell'Idroscalo guidati da don Fabio Vallini. "L'incontro di oggi - ha detto il sindaco Alemanno - è stato estremamente positivo. Abbiamo spiegato da un lato che dobbiamo agire in conseguenza di precisi obblighi di legge che ci costringono ad intervenire per mettere in sicurezza l'area dell'Idroscalo, soggetta a rischio esondazioni. Dall'altro, abbiamo spiegato che il nostro obiettivo è quello di giungere al progetto di risanamento il più possibile condiviso con la popolazione locale". "Per queste finalità - spiega Alemanno - abbiamo aperto un tavolo di confronto permanente con i cittadini della zona e abbiamo garantito personalmente che gli interventi di demolizione più immediati riguarderanno esclusivamente le costruzioni esistenti davanti al fronte mare. Abbiamo, quindi, invitato tutti i cittadini dell'Idroscalo a mantenere la massima calma per evitare inutili tensioni e per partecipare a un processo di risanamento dell'area che esclude qualsiasi intervento di carattere speculativo".
"Sono inqualificabili e arroganti le dichiarazioni del Sindaco di Roma che si stanno succedendo sulla questione dell'Idroscalo. IL Sindaco di Roma prima nega una ordinanza firmata di suo pugno, poi parla di cinque case abusive, poi invita il parroco dell'Idroscalo di Ostia in Campidoglio e intanto manda un comunicato in cui esprime la massima intolleranza nei confronti di una comunità, definendo l'insediamento abusivo e pericoloso per cui la bonifica non sarebbe rinviabile. Tutto questo ad un giorno solo da un passaggio in campagna elettorale di Alemanno e Polverini ospitato dentro ad uno di quegli impianti sportivi sorti per i mondiali di nuoto dichiarati abusivi dalla Procura di Roma e sanati dallo stesso Alemanno. Alemanno deve sospendere immediatamente l'ordinanza convocando un tavolo di concertazione a cui la Regione Lazio deve essere invitata per competenza". Lo dichiara, in una nota, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Carlo Lucherini , segretario provinciale del Pd.
"Sull'operazione di bonifica dell'Idroscalo di Roma ritengo necessario avviare un tavolo di concertazione con tutti gli enti locali. Non basta affrontare i problemi con piglio autoritario perchè cosi si rischia di trasformare un intervento di bonifica in una deportazione. L'iniziativa presa dal Comune di Roma per la riqualificazione dei 200 ettari dell'idroscalo di Ostia deve essere il risultato dell'impegno comune di tutte le istituzioni, affinché ciascuna possa offrire il proprio contributo per una operazione coordinata ed equilibrata volta alla soluzione del problema. Obiettivo prioritario è evitare lo sgombero traumatico di un'area dove risiedono moltissime famiglie, e dove si rischia di creare inutili tensioni sociali. La Regione sostiene quest'operazione e intende valorizzare e tutelare l'area dell'Idroscalo, di strategica importanza anche sotto il profilo ambientale, ma ritiene indispensabile che venga affrontata con la massima attenzione e che le operazioni siano svolte con gradualità e nell'ascolto di tutte le voci in campo". Lo ha detto il vicepresidente della Regione, Esterino Montino.
"Vorrei fare una domanda al Sindaco Alemanno , se l'area dell'idroscalo è classificata dall'autorità di bacino a massimo rischio di esondazione R4 come fa a prevedere il comune su quell'area strutture turistico ricettive e progetti edilizi vari? Che l'area dell'idroscalo vada bonificata non vi è alcun dubbio, noi Verdi lo sosteniamo da sempre, ma dopo le parole di oggi del Sindaco le nostre denunce trovano conferma ovvero che il cemento abusivo verrà sostituito con cemento di stato". Lo afferma, in uno nota, il presidente nazionale dei verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "Non c'è alcuna volontà di riqualificazione ambientale ma solo un mega intervento edilizio per realizzare un nuovo polo nautico, strutture alberghiere e residenziali - prosegue - L'area è a rischio di esondazione e noi Verdi proponiamo per la foce del fiume Tevere un' opera di rinaturalizzazione. Sarebbe inaccettabile che la foce del fiume venga sgombrata e il giorno dopo sia realizzata una colata di cemnto per albergi e altre strutture. Consiglio al sindaco di vedere il film ' miracolo a Milano' di De Sica dove imprenditori senza scrupoli spalleggiati dai politici volevano sgombrare le baracche per fare una bella speculazione edilizia".
"Invito gli esponenti istituzionali e politici a non fare inutili demagogie sulla vicenda dell'Idroscalo dove l'Amministrazione comunale intende solo fare un intervento specifico per salvaguardare le aree a maggiore rischio esondazione. Non ci si può lamentare dei disastri ambientali che spesso causano vittime tra la popolazione se ogni qual volta si cerca di intervenire qualcuno mette in azione pratiche dilatorie. Il Comune deve intervenire in quell'area secondo un preciso obbligo di legge e nel contempo ha già concordato con i rappresentanti della zona i confini del'intervento per evitare eccessivi disagi sociali e la violazione di diritti acquisiti dei cittadini. Già da domani faremo partire un tavolo di concertazione con le popolazioni locali per definire un progetto di bonifica complessiva dell'area e auspichiamo che anche la Regione partecipi a questo tavolo". È quanto dichiara, in una nota, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
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