
Sono in agitazione le scuole romane contro i tagli, sempre più cospicui, all’istruzione pubblica. Un’emergenza finanziaria senza precedenti portata alla luce dalla mobilitazione che vede in prima linea due elementari in zona San Paolo, la Principe di Piemonte e la Leonardo da Vinci. Una tre giorni di occupazione, appena conclusa, e il progetto di coinvolgere nella protesta tutte le scuole di Roma. Ci spiega la gravità della situazione e le conseguenze pratiche sugli alunni Saverio Guarciariello, presidente del consiglio del 49° circolo didattico. “Innanzitutto quest’anno non sarà più possibile fare un quarto delle pulizie effettuate lo scorso anno, ci è stato infatti chiesto di ridurre il contratto di appalto con la ditta dei servizi del 25% – spiega - Inoltre, i programmi e le offerte formative sono fermi perché c’è un pregresso di crediti non sanati che le scuole hanno nei confronti del ministero e del provveditorato agli studi. Non ci sono neanche i soldi per pagare le supplenze”. Dunque, tagli ai servizi fondamentali, incluse le pulizie, non disponibilità di cassa e quindi impossibilità di realizzare i progetti già deliberati e approvati. E poi il problema delle supplenze. “Le assenze di un giorno o due non vengono coperte – prosegue Saverio Guarciariello - quindi le classi vengono divise. Fino a dicembre siamo riusciti a coprire anche un solo giorno di assenza dell’insegnante. A fine dicembre è arrivata una comunicazione dal ministero che imponeva di non aprire nuovi tetti per le supplenze se non per gravi motivi e comunque previa autorizzazione. Di fatto hanno bloccato le supplenze brevi”. Così si è arrivati alla mobilitazione. Un’assemblea di circolo a fine gennaio per fare il punto della situazione. A febbraio un incontro aperto a genitori, docenti e personale tecnico-amministrativo. “In quella sede, vista l’impossibilità di qualunque altra azione, si è deciso di dare un segnale forte”, spiega Guarciariello. L’occupazione dei giorni scorsi ha visto coinvolti i docenti e i genitori degli alunni con momenti di didattica alternativa. Ora si prosegue con altri tre appuntamenti. L’8 marzo un’assemblea aperta a tutte le scuole dell’XI Municipio, nella quale si deciderà la data per una manifestazione territoriale nella seconda metà del mese. E il 10 aprile una manifestazione cittadina di tutte le scuole di Roma. Un problema, quello dei tagli alla scuola pubblica, che sta mettendo in ginocchio gli istituti romani, come aveva già denunciato lo scorso anno l’Asal, l’Associazione delle scuole autonome del Lazio, in una lettera inviata contemporaneamente da centinaia di dirigenti scolastici a 200.000 genitori di alunni. L’auspicio è che si inverta la tendenza che ha visto i governi succedutisi nel corso degli anni ridurre progressivamente i finanziamenti alla scuola, con tagli che stanno assumendo ora un carattere sempre più insostenibile. Con la speranza che la politica torni a considerare l’istruzione pubblica una priorità su cui investire. Perché un Paese che non guarda ai propri figli è per definizione senza futuro.
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