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Piazza Minucciano: giallo sulla paternità degli emendamenti. Il cambio di destinazione d'uso non passa

No al cambio di destinazione d’uso delle edificazione previste dal Piano di recupero urbano “Fidene-Val Melania” nella zona compresa tra piazza Minucciano e la stazione Nuovo Salario. Il progetto rimane invariato. Cinquantacinquemila metri cubici di nuove costruzioni per uso commerciale. Questo è quanto hanno voluto i cittadini intervenuti lunedì 1 marzo al Consiglio straordinario che si è tenuto presso l’aula magna della scuola Majorana. Sono stati proprio loro, infatti, a costringere la maggioranza del IV Municipio a ritirare, senza procedere alla votazione, l’atto che proponeva in quella zona costruzioni ad uso residenziale. A chiamarli in causa e farli intervenire, la consigliera di Sinistra e Libertà Michela Pace.

Quest’ultima afferma: “L’ordine del giorno presentato dalla maggioranza era stato illustrato dalla stessa come una sintesi di varie assemblee pubbliche con i cittadini. Ma dai cittadini non è certo emerso questo. Quindi ci si domanda con chi siano state fatte queste assemblee. Questo Municipio è ormai soffocato dal cemento. Quando eravamo maggioranza, insieme all’opposizione, abbiamo detto no ad altro cemento. Mi sembra assurdo che oggi si stravolga l’idea portata avanti con tanta fermezza allora. Piazza Minucciano poi già soffre per le troppe costruzioni e per i problemi alla mobilità. Quindi ho espresso il mio parere contrario”. Michela Pace non nasconde la delusione per l’atteggiamento di una parte dell’opposizione, “Devo rilevare che mi ha dato fastidio l’atteggiamento di alcuni consiglieri che sembravano come rassegnati, come a dire che l’atto è già approvato e non si può fare nulla. So che Marchionne aveva preparato degli emendamenti ma non li ha letti. Sono sicura che mettessero in difficoltà quell’atto. Però, c’è un atteggiamento di rassegnazione che personalmente non condivido, dobbiamo invece batterci contro l’aumento di cubature in generale. Né commerciale né residenziale in una zona che è davvero già soffocata”. Ad opporsi alla mozione sul cambio di destinazione d’uso, anche il consigliere Idv Romeo Iurescia, “I cittadini non vogliono che si costruisca ma, obbligati a una scelta, hanno preferito il commerciale perché sanno benissimo che il costruttore avrà più difficoltà a vendere – spiega - Gli enti preposti dovrebbero imporre al costruttore una riduzione dei metri cubi delle edificazioni. E dovrebbero invece essere fatte delle opere utili per la cittadinanza. Quello era terreno agricolo. Occorre ascoltare ciò che i cittadini desiderano per il luogo nel quale vivono. Pace si è opposta insieme a me. Alla fine anche Marchionne si è accordato”. Il consigliere del Pd Paolo Marchionne, infatti, si era mostrato favorevole alla mozione proposta dalla maggioranza di Centro-destra, a patto che venissero approvati degli emendamenti. In questi si richiedevano sostanzialmente due cose. Da un lato, la partecipazione più ampia possibile dei cittadini, anche attraverso referendum, nelle scelte che ricadono sul territorio nel quale vivono. Dall’altro, che il cambio di destinazione d’uso fosse condizionato ad una riduzione delle cubature previste. “Questo secondo aspetto è per me il più importante – spiega Marchionne - il privato, sapendo che il residenziale ha un valore nettamente superiore al commerciale, potrebbe accordare una riduzione di metri cubi. Se il residenziale ha un valore tre volte superiore su quel territorio rispetto al commerciale, si potrebbe arrivare a una diminuzione netta delle cubature. Comunque, abbiamo preso atto che, per adesso, lì ci sarà un centro commerciale. Per carità, io rispetto la volontà popolare, però invito tutti a valutare anche il fatto che in quel quartiere sorgerà un centro commerciale di 55.000 metri cubi. E, avendo fra l’altro quella zona già seri problemi di mobilità, questo andrebbe a peggiorare secondo me la vita delle persone”. Piccolo giallo sulla paternità degli emendamenti che Marchionne avrebbe dovuto presentare nella seduta straordinaria del Consiglio municipale. “Gli emendamenti sono stati preparati in realtà dal Centrodestra”,  spiega il consigliere Marchionne all’inizio dell’intervista. Per poi ribadire che l’idea di condizionare il cambio di destinazione d’uso alla riduzione delle cubature “era una proposta del Centrodestra, che anche il Centrosinistra avrebbe portato avanti, visto che era stata avanzata già nella precedente consiliatura. Ma il Centrodestra purtroppo non ha avuto la forza di portarla avanti. D’altronde i cittadini sono stati messi di fronte a informazioni frammentarie. Ma il problema è che il Centrodestra, credo, non sappia neanche bene di cosa parla”. A richiesta specifica su chi avesse redatto gli emendamenti, Marchionne ha risposto che “gli emendamenti sono stati scritti materialmente dal consigliere Pd Fabio Dionisi, dopo di che non sono stati neanche presentati perché, vista la confusione totale della maggioranza e viste le richieste dei cittadini, sono stato io il primo a chiedere che si ritirasse quell’atto”. Dunque, un accordo di alcuni consiglieri del Pd municipale con la maggioranza di Bonelli per far passare mozione ed emendamenti?  L’impressione è quella. Ricontattato telefonicamente per chiedere conferma sulle sue affermazioni circa la “provenienza” degli emendamenti, Marchionne ha detto di essersi sbagliato. “Ho detto Centrodestra ma intendevo Centrosinistra. Poi credo fossero d’accordo anche quelli di Centrodestra”, ha spiegato. Confermando comunque che aveva parlato con i consiglieri di maggioranza e aveva capito che la posizione sarebbe stata condivisa. Assenti alla seduta i consiglieri Pd Federica Rampini, Riccardo Corbucci e Fabio De Angelis. Un caso? O il segnale di un disaccordo?



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